non se ne può più di questo caldo

caldo

Questa è la frase che mi aspetto di sentire tra qualche giorno. Personalmente amo il caldo, per me il clima ideale sarebbe avere 30 gradi tutto l’anno. Forse proprio tutto l’anno no, ma otto o nove mesi l’anno sì. Capisco che non tutti amino le temperature eccessivamente alte, e che magari preferiscano quelle più fresche. Posso quasi capire quelli che, orrore, arrivino addirittura ad amare l’inverno. Ma il discorso di questo post non riguarda quanto sia bella o meno una temperatura che ti consente di girare con pochi abiti addosso.

Quello di cui voglio parlare è l’abitudine, incominciata già da qualche anno, di considerare eccessiva e preoccupante ogni manifestazione atmosferica. Una volta non ci lamentava per il caldo o per il freddo, era normale che durante l’estate facesse caldo, e che in alcuni giorni il caldo potesse essere anche tanto. Allo stesso modo era normale che durante l’inverno facesse freddo e che in alcuni giorni potesse anche nevicare anche in pianura. E non ci si lamentava per tutto questo.

Col passare degli anni, un poco alla volta, si è incominciato a parlare di temperature eccessive (verso l’alto o verso il basso), di temperatura reale e temperatura percepita e così via. Anzi, a proposito di temperatura percepita, mi sembra che l’evidenziare questo dato sia un ulteriore invito ad essere scontenti e lamentarsi. Come dire ci sono trenta gradi, ma la temperatura percepita (che quindi devi sentire) è di trentotto, quindi soffri e lamentati.

Poi, non contenti di definire una temperatura percepita, si è passati a dare un nome a qualunque fronte caldo o freddo in arrivo. Una volta i nomi si davano solo agli uragani, era una cosa normale, perché si tratta di un fenomeno particolarmente intenso e distruttivo e che quindi va tenuto d’occhio nel suo movimento. E fino a che ci si limitava a dare un nome agli uragani andava anche bene, ora si dà un nome a tutto. “E’ in arrivo Minosse/Annibale/Lucifero”, e così via.

Pure qui il messaggio che si vuole dare è che sta arrivando qualcosa di eccezionale, non un normale fronte caldo, come è normale che arrivi in pieno luglio, ma un qualcosa di insolito, di cui bisogna preoccuparsi e in seguito lamentarsi. Poco importa che il fronte caldo in arrivo porti temperature di trentacinque gradi, cosa che è sempre capitata a luglio negli ultimi trecento anni, ti devi preoccupare e lamentare del caldo che è arrivato.

Stesso identico discorso per quanto riguarda il freddo. Sempre a proposito di termini inventati o amplificati dalla stampa/radio/TV tralascio per il momento il discorso relativo alle “bombe d’acqua” di cui mi riprometto di parlare più in dettaglio in futuro.

Perché questo continuo tono allarmistico nel riportare queste notizie? Se fossi paranoico direi che pure questo è un metodo di controllare la popolazione tramite la paura. Al momento lasciamo perdere questo discorso, rimandando anche questo argomento ad un discorso più approfondito nel futuro. Il motivo più semplice è perché fa notizia e si vendono più giornali. Ormai viviamo in un epoca di continuo bombardamento di informazioni. E con questo continuo bombardamento vuol dire che alle informazioni non ci facciamo più caso. Sono tante, troppe. Quindi per fare notare queste notizie, per distinguersi dalla massa, si cerca questo sensazionalismo perché è l’unico modo per non farle passare inosservate.

Questo metodo funziona? Purtroppo si. E i risultati sono evidenti, visto il continuo fiorire di notizie con questi toni sensazionalistici o allarmistici. In ogni caso, è arrivata l’estate e fa caldo come è normale che sia. Per cui goditi il caldo e non ti lamentare.

Foto tratta da Google Immagini.

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